lunedì 13 novembre 2017

Panini al farro con noci e rosmarino

Finalmente si torna a parlare di lievitati, una delle mie più grandi passioni da sempre, ma che ultimamente - purtroppo!! - sono stata costretta ad accantonare per mancanza di tempo.
Ripenso con nostalgia al periodo del "lievito madre": al noto vasetto di vetro che gironzolava per il frigo, a quando, ogni quattro giorni, cascasse il mondo, mi dedicavo al suo rinfresco e ogni volta sperimentavo una nuova ricetta: un pane profumato, una focaccia ripiena o dei semplici grissini, ovviamente sfornati alle ore più strane per star dietro alle interminabili lievitazioni.
L'avevo tenacemente tenuto in vita, ucciso e "resuscitato" per ben tre volte, finché un giorno, esasperata da un'incurabile acidosi, non si è estinto in una pagnotta... e pensare che non sono mai riuscita a dargli un nome!
Ora che i miei ritmi sono cambiati e i lunghi pomeriggi in casa profumati di lievito e farina sono solo un ricordo, mi limito a sfornare teglie di crackers senza lievito e qualche sparuta pagnotta ogni tanto, che però finisce sempre troppo presto per i miei gusti...
Ma in uno dei rari weekend a casa (che solitamente oscillano tra valanghe di cibo cucinate con amore dalla mia mamma e nuove ricette da fotografare ;-)), sono riuscita a sfornare questi deliziosi paninetti alle noci, utilizzando una delle farine che amo di più per il gusto e la versatilità. 
E' bastato che, una volta infornati i panini, il profumo celestiale del rosmarino e delle noci invadesse la casa per ripagarmi dell'attesa. 
La preparazione in effetti può sembrare un po' laboriosa... ma vi assicuro che ne vale la pena! Il preimpasto è un passaggio fondamentale per la buona riuscita della ricetta: permette di diminuire la dose di lievito e rende così i panini più soffici, digeribili e profumati, oltre che prolungarne la conservazione. Da quando l'ho "scoperto", cerco di non saltarlo mai e vi consiglio di fare lo stesso! 
Vi lascio alla ricetta e vi auguro una buona settimana: se non sbaglio sono previste pioggia e basse temperature, chissà che non riusciate a trovare del tempo per mettere le mani in pasta? ;-))
PANINI AL FARRO CON NOCI E ROSMARINO

Ingredienti per 8 panini
Per il preimpasto:
100 g di acqua
100 g di farina 0
3 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero di canna (o miele)

Sciogliete il lievito di birra e lo zucchero nell'acqua tiepida. Aggiungete la farina e mescolate con un cucchiaio quanto basta per amalgamare gli ingredienti. Coprite e lasciate fermentare per 4 ore (deve triplicare).

Per l'impasto:
420 g di farina integrale di farro
230 g di acqua
50 g di gherigli di noci
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di aghi di rosmarino tritati
12 g di sale fino
latte q.b. per spennellare

1) In una ciotola capiente mescolate la farina con gli aghi di rosmarino. Formate un buco al centro e versate il preimpasto e l'acqua tiepida, quindi iniziate a mescolare con una forchetta raccogliendo man mano tutta la farina.
Unite il sale a pioggia e l'olio.
Trasferite l'impasto sulla spianatoia e terminate di impastare finché non diventerà liscio, omogeneo ed elastico.
Formate una palla, copritela con la ciotola e lasciate riposare per una mezz'ora.

2) Riprendete l'impasto e unite anche le noci spezzettate grossolanamente, impastando per distribuirle in modo omogeneo. Formate ancora una palla, adagiatela nella ciotola leggermente unta d'olio evo e lasciate lievitare coperto fino al raddoppio del volume (3-4 h).

3) Rovesciate l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e dividetelo in 8 pezzi (circa 110 g l'uno). Formate tante palline, avvolgendo stretto l'impasto, e disponetele ben distanziate su una teglia foderata di carta forno.
Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare i panini fino al raddoppio (1,5 - 2 ore).

4) Preriscaldate il forno a 200°C.
Spennellate delicatamente ciascun panino con un po' di latte e infornate per circa 25 minuti: i panini dovranno diventare dorati.
Lasciate raffreddare completamente su una griglia.
Potete conservare i panini alle noci in un sacchetto di carta, per 2-3 giorni, oppure congelarli per averli sempre pronti in caso di necessità.

Io li adoro in versione dolce, farciti con una semplice confettura fatta in casa (qui trovate la mia confettura di bacche di sambuco, pesche e mele che ultimamente è la padrona indiscussa delle mie colazioni), oppure in versione salata: hummus di ceci, pomodori secchi e verdure grigliate; prosciutto crudo, stracchino e rucola oppure semplicemente una fetta di pecorino fresco marchigiano bastano per risolvere un pranzo fuori casa ;-)
Alla prossima ricetta,
E. <3

lunedì 30 ottobre 2017

Burger vegetariani di zucchine e ricotta

E' scivolata via un'altra settimana e le pubblicazioni qui procedono un po' a singhiozzo... non me ne vogliate, ma tra le solite (mille) cose da fare che una casa in affitto e un'università richiedono e nuovi progetti da portare a termine, non sono ancora riuscita a trovare un equilibrio per incastrare il tutto! 
Inutile illudersi di essere una macchina da guerra imbattibile e inarrestabile: prima o poi il fisico collassa, il cervello molla e tutti i bei propositi vanno a farsi friggere ;-)
Ma stamattina, complice anche quell'oretta in più che ieri è venuta in mio soccorso, eccomi finalmente per proporvi una nuova ricetta, ripescata dal - benedetto!! - archivio di quest'estate. 
Non c'è molto da dire su questi burger: sono vegetariani sì, (e sto già immaginando i nasi storti di molti miei amici :-P ) ma in gusto e morbidezza non hanno nulla da invidiare a quelli "normali".  Ovvio, sono pur sempre a base di verdure, per cui non aspettatevi che una zucchina abbia lo stesso identico sapore di una fettina di carne ;-P
Sono davvero semplici da fare, e anche veloci se riuscite a portarvi avanti la sera prima con la cottura delle patate, oppure se siete dei maghi della pentola a pressione (non è il mio caso, ogni volta mi dimentico come funziona rischiando di far esplodere casa!).
Non mi resta che correre a lezione e augurarvi una buona settimana: prometto che tornerò presto, prestissimo... e sappiate che vi penso (e penso al cibo :-P) anche quando non pubblico! Anzi, se avete voglia potete seguire le mie avventure di cibo anche su Instagram, mi trovate come elisabettastopponi, agguerrita come non mai ;-))
BURGER VEGETARIANI DI ZUCCHINE E RICOTTA
Ingredienti per 6 burger medi:
1 patata (200 g circa)
2 zucchine (320 g circa)
150 g di ricotta fresca
40 g di farina di ceci
20 g di fecola di patate 
40 g di semi di zucca
40 g di pangrattato
timo fresco (a piacere)
sale, pepe e olio extravergine d'oliva

1) Lavate, spuntate e grattugiate le zucchine con una grattugia a fori piccoli. Ponetele in un colino con 1/2 cucchiaino di sale sotto un peso, per far sì che perdano la loro acqua.

2) Fate bollire la patata con la buccia per circa 30 minuti o finché non è morbida. Scolatela, sbucciatela e schiacciatela con una forchetta quando è ancora calda.

3) Riunite nel mixer tutti gli ingredienti e frullate per pochi secondi, giusto il tempo di amalgamare il tutto. Assaggiate e aggiustate di sale e pepe.

4) Con le mani leggermente unte d'olio formate 6 burgers alti 1-2 cm: potete aiutarvi con un coppapasta, oppure semplicemente formare delle palline e schiacciarle con il palmo della mano.

5) Cuocete i burgers in padella con un filo d'olio extravergine d'oliva finché non sono dorati e croccanti, ma morbidi all'interno (2/3 minuti per lato).
Servite i burgers immediatamente, accompagnandoli con una fresca insalata o con le vostre salse preferite.
E. <3

lunedì 16 ottobre 2017

Torta di pere, grano saraceno e cioccolato

Sono tornata.
Un trasloco mi separa dall'ultimo post, e le settimane appena trascorse sono state settimane di assestamento: una nuova casa, nuovi corsi da seguire, nuovi ritmi, ma anche vecchie paure con cui fare i conti.
Settimane alla ricerca dell'equilibrio, come un funambolo sospeso a braccia aperte: è consapevole che solo pochi passi lo separano dalla sicurezza, ma continua a guardare giù, irresistibilmente attratto dal vuoto.
Vorrei potesse esistere la formula perfetta per ogni equilibrio, il giusto tempo da dedicare a ogni cosa, dalle passioni allo studio, le ore di sonno, e perfino il cibo. Come se trovarla bastasse a sistemare ogni cosa una volta per tutte, e ad essere felici.
E quando, incapace di accettare la mia sconfitta, rischio di soffocare nel groviglio della giornata, torno a rifugiarmi qui, come ci si rifugia nella penombra di una cucina piena di libri e barattoli di farina, che profuma di caffè appena fatto e una piccola torta di pere.
Per preparare questa torta sono andata ad occhi chiusi: un sacchettino di pere locali, piccole ma dolcissime, un impasto rustico con le mie farine preferite, e una pioggia di scaglie di cioccolato fondente da lasciar scivolare sul fondo, come un piccolo segreto da scoprire a colazione. 
Potete sostituire le farine con altre a vostra scelta, lasciando invariate le quantità: grano integrale, orzo, avena...
Al posto delle pere potete utilizzare la vostra frutta di stagione preferita: mele selvatiche, per un classico senza tempo, oppure prugne, per chi non vuole ancora arrendersi all'autunno.
Tocco finale, abbondante cannella in polvere: io la metterei ovunque, e il suo profumo rassicurante riesce sempre a farmi sentire a casa ;-))
TORTA DI PERE, GRANO SARACENO E CIOCCOLATO
Ingredienti per una torta da 20 cm:
2 uova piccole
70 g di zucchero di canna + 2 cucchiai per la superficie
60 g di olio di riso
200 g di latte di soia
80 g di farina di grano saraceno
100 g di farina di farro
70 g di cioccolato fondente (per me al 72% di cacao)
3 pere Angelica (350 g circa)
1/2 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
 1 cucchiaio di nocino homemade

1) Rompete le uova in una ciotola insieme allo zucchero di canna e alla vaniglia. Montate energicamente con una frusta finché non sono soffici e spumose. Unite l'olio di riso a filo, continuando a montare.
2) Aggiungete anche le farine setacciate insieme al lievito, alternandole con il latte, poi il nocino.
3) Sbucciate una pera e tagliatela a piccoli tocchetti. Tritate con un coltello il cioccolato fondente e unite anche questi all'impasto, mescolando delicatamente con una spatola.
4) Versate l'impasto in uno stampo da 20 cm, già unto e spolverato di farina.
Decorate la superficie con le 2 pere rimaste, sbucciate e tagliate a spicchi sottili, infine cospargete con 2 cucchiai di zucchero di canna e infornate in forno già caldo a 180°C per 45 minuti.
5) Sfornate e lasciate raffreddare completamente la torta prima di tagliarla.
Un bacio, a presto
E. <3


venerdì 22 settembre 2017

Melanzane ripiene di quinoa con zucchine, ciliegini e bufala: salutando l'estate...

E' tempo di pensare a settembre, anche se i ricordi dell'estate sono più vivi che mai. 
E' tempo di svuotare armadi e riempire scatoloni, di tornare sui libri e riprendere a danzare, perché non avrei mai immaginato quanto la danza potesse arrivare a mancarmi.
E' tempo di tirare fuori quel maglioncino e vedere se mi sta ancora un po' più stretto, dopo un altro anno.
Ma è anche tempo di salutare i sapori dell'estate e tornare a innamorarsi dei colori e dei profumi avvolgenti dell'autunno, che sono esplosi ovunque: nelle vetrine dei negozi, tra i banchi del mercato.
La ricetta di oggi è il mio saluto all'estate: da preparare con le ultime melanzane dell'orto, quelle sfuggite alla griglia e ai vasetti di conserve, con la mozzarella di bufala che ricorda le vacanze al mare e tanto, tanto basilico profumato.

MELANZANE RIPIENE DI QUINOA CON ZUCCHINE, CILIEGINI E BUFALA

Ingredienti per 2:
1 melanzana media (400 g circa)
1 piccola zucchina
6 pomodori ciliegini
40 g di quinoa rossa
100 g di mozzarella di bufala
3/4 foglie di basilico
sale, pepe e olio evo 

1) Sciacquate la melanzana, tagliatela a metà nel senso della lunghezza e adagiatela su una teglia rivestita di carta forno con la parte tagliata verso l'alto. Incidete qualche taglio sulla superficie e cospargete con sale, pepe, olio evo e erbe aromatiche a piacere.
Infornate a 180°C per 30 minuti.

2) Sciacquate molto bene la quinoa e cuocetela in acqua bollente salata per 15-18 minuti. Scolate e tenete da parte.

3) Tagliate la zucchina a cubetti e i ciliegini a metà. 
Saltate le zucchine in padella con poco olio, dopo 10 minuti aggiungete anche i pomodorini e cuocete per altri 5 minuti: devono ammorbidirsi ma non spappolarsi. Al termine della cottura salate e aggiungete il basilico spezzettato.

4) Scavate le melanzane con un cucchiaio (lasciando 1 cm di bordo).
Potete saltare la polpa in padella con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio e spalmarla su delle bruschette, oppure frullarla insieme a una lattina di ceci, scolati e sciacquati, e del succo di limone per ottenere un insolito hummus!

5) Mescolate le verdure alla quinoa e farcite le melanzane con questo composto. Completate con la mozzarella di bufala spezzettata a mano, un giro d'olio extravergine e altro basilico a piacere e servite immediatamente.


E. <3

mercoledì 20 settembre 2017

Casarecce con sugo di palombo, taccole e olive taggiasche per l'MTC n°67

...ovverosia la "Pasta col Pesce"!
Io, la pasta col pesce?? Chi mi conosce bene starà già sghignazzando senza ritegno... ma partiamo dal principio.
In principio fu l'MT Challenge, la diabolica sfida culinaria che crea dipendenza e che volge ormai alla sessantasettesima edizione. 
Dopo il cheesecake, i macarons e il sartù di riso credevo di aver toccato il fondo e aver finalmente sconfitto ogni timore culinario... ma si sa, all'MTC bisogna sempre aspettarsi di tutto, e così è stato. 
La pasta col pesce, di Cristina Galliti del blog "Poveri ma belli e buoni"

L'avrò ripetuto infinite volte che non sopporto (quasi tutto) il pesce, che non so cucinarlo e che riesco a mangiarlo solo nei modi e nelle forme in cui il suo sapore si senta il meno possibile, ma a quanto pare Cristina non ne era al corrente e ha voluto giocarmi un bello scherzetto :-P 
Nonostante tutto questo, complici le vacanze appena trascorse, l'imminente ritorno in Romagna (dove la cucina di mare fa da padrona ;-) ), e non ultimo un certo gusto per le sfide e le sperimentazioni sregolate... la sventurata rispose.
Vorrei poter dire di aver consultato vecchi manuali di cucina e innumerevoli riviste, soppesato con cura ogni ingrediente, sfilettato chili di pesce per allenarmi, sperimentato e assaggiato mille varianti... e invece la mia pasta col pesce è nata un po' per caso, gironzolando tra i banchi del mercato e della pescheria, con il vuoto più totale in testa e un certo ribrezzo per quelle ceste di pannocchie brulicanti ancora vive. 
La luce nelle tenebre è stato uno sparuto mazzetto di taccole, nascosto in un angolo tra foreste di insalata e cataste di pomodori troppo maturi, e in una frazione di secondo ho deciso che si poteva fare. 
Taccole e pomodoro (perché, a detta di mamma, "Le faceva così anche mia zia!"), e insieme al pomodoro le olive taggiasche, che sono così buone e con i sughetti vanno a nozze, e allora perché non pesce, pomodoro e olive, terzetto alla moda ligure già consolidato? 
La scelta del pesce si è rivelata meno ardua del previsto: non sono molti i pesci che conosco, e ancor meno quelli che mi piacciono, se poi fra questi bisogna selezionare quelli più adatti a un sugo di pomodoro... beh, insomma, avete capito!
La parte difficile è stata liquidare un pescivendolo forse un po' troppo zelante: 
"E che, non li prendi du calamaretti?? Guarda che belle 'ste pannocchie! Senti a zio, con du alici è la morte sua!" 
Io, a metà tra il terrorizzato e l'inorridito: "No grazie, solo coda di rospo!" 
"Allora te la pulisco e te la taglio!" 
"Ma, veramente..." e già immaginavo la Van Pelt furente, che reclamava foto del filetto e dello sfilettamento, pena l'esclusione dalla gara.
A questo punto, vorrei poter dire di aver preparato una buonissima pasta col pesce, azzeccando dosi, ingredienti e accostamenti al primo tentativo, con tanto di belle foto per ogni passaggio e tutti vissero felici e contenti. Vi piacerebbe!
La sottoscritta, non soddisfatta del connubio taccole/coda di rospo, ha ben pensato di fare un secondo tentativo... ma quando, qualche giorno dopo, è tornata al mercato alla ricerca del persico, ha trovato una brutta sorpresa: le taccole, forse non più di stagione, erano sparite, e con loro anche il simpatico pescivendolo, rimasto imbottigliato nel traffico per via di un terribile incidente. 
Così, il persico è diventato per necessità palombo e le taccole sono state miracolosamente ritrovate in un negozietto di periferia, quando si era ormai spenta ogni speranza e due tristi zucchine erano già pronte a rimpiazzarle dalle retrovie. 
Tutto è bene quel che finisce bene... e quando, alle 3 suonate, è stata portata in tavola la famigerata "Pasta col Pesce", nessuno ha trovato nulla da ridire: anzi, è calato il silenzio perché tutti avevano la bocca piena ;-)) 



 CASARECCE CON SUGO DI PALOMBO, TACCOLE E OLIVE TAGGIASCHE

Ingredienti per 4 persone
Per il fumetto:
10 mazzancolle
1/2 gambo di sedano
1/2 carota
1 piccola cipolla
1 scalogno
1 rametto di prezzemolo
2 grani di pepe nero
500 ml di acqua fredda

Pulite e sgusciate le mazzancolle.
In una pentola capiente riunite gli scarti dei crostacei (teste, zampette e carapaci) e gli aromi, coprite con l'acqua fredda e portate a ebollizione. 
Fate sobbollire a fuoco basso per circa 30 minuti, schiumando a fine cottura.
Spegnete, filtrate il fumetto e tenetelo in caldo.

Per il sugo:
350 g di casarecce (io trafilate al bronzo)
600 g di pomodori maturi da sugo (tipo San Marzano)
150 g di taccole
1 trancio di palombo da 300 g 
25 olive taggiasche sott'olio
1 scalogno (o 2 piccolini)
1 mazzetto di prezzemolo fresco
sale e olio extravergine d'oliva

1) Immergete i pomodori in acqua bollente per pochi minuti, quindi spellateli e riducete la polpa a pezzettini.
3) Sbollentate le taccole in acqua leggermente salata, scolatele e tagliatele a listarelle lunghe un paio di centimetri.
2) Sciacquate il palombo, asciugatelo e privatelo della lisca centrale e di tutte le spine. Tagliatelo a tocchetti spessi 1-2 cm.
3) Tritate finemente lo scalogno e il prezzemolo, quindi fateli soffriggere in un tegame ampio con qualche cucchiaio d'olio extravergine. Unite la polpa di pomodoro e qualche mestolo di brodo e lasciate cuocere per una decina di minuti. Unite le olive taggiasche ben scolate e fate insaporire.
4) Quando il pomodoro è cotto, aggiungete anche le taccole sbollentate e il palombo. Cuocete altri 5 minuti, aggiustate di sale e spegnete il fuoco.
5) Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente (circa 2-3 minuti prima della fine della cottura) e unitela al sugo.
6) "Spadellate" vigorosamente le casarecce nel sugo, aggiungendo un mestolino di brodo caldo se questo risulta troppo asciutto, profumate con qualche foglia di prezzemolo crudo spezzettato e servite immediatamente.
Alla prossima ricetta!
E. <3

lunedì 11 settembre 2017

Smoothie ghiacciato al mango e pesca

Cielo grigio fuori dalla finestra, un maglione addosso e libri tutt'intorno... uno smoothie ghiacciato non è esattamente quello che vorrei in questo istante! 
Ma per fortuna sono ancora in vacanza e voglio aggrapparmi il più a lungo possibile ai ricordi di quest'estate appena trascorsa: le persone che ho incontrato, i luoghi che mi sono rimasti nel cuore, le questioni chiuse e i sogni realizzati... su questo non posso dirvi di più per il momento, ma rimanete con me e presto vi racconterò anche questo, un grande sogno che in parte è diventato realtà ;-))
E mentre cerco di intrappolare tutto il calore e la dolcezza possibili in piccoli vasetti di vetro, mi torna in mente questo frullato freschissimo preparato in una di quelle mattine in cui, già alle nove, l'afa era tale da farmi desiderare solo frutta, gelati e fresche insalate...
Il procedimento è talmente semplice che mi vergogno quasi a chiamarla "ricetta": frutta fresca e matura, congelata e frullata con erbe aromatiche a piacere, e il gioco è fatto. 
La cosa bella è che potete congelare tutta la frutta che volete, in modo da averla a portata di mano in qualsiasi momento, anche nelle giornate grigie come quella di oggi :-P
Se non avete mai assaggiato il mango "al naturale" (ovvero solo nei gelati, nei dolci preconfezionati o nello yogurt), questo è il momento migliore per farlo: anche io sono sempre stata scettica, ma da un paio d'anni a questa parte me ne sono innamorata, specialmente se accoppiato alla pesca!
Per non parlare di pesca e banana, o pesche e more, o frutti di bosco e melone bianco, o ancora...
...Allora, avete già pensato al vostro abbinamento perfetto?? ;-)
SMOOTHIE GHIACCIATO AL MANGO E PESCA

Ingredienti per 4:
1 banana (100 g)
2 pesche (280 g)
1/2 mango maturo (200 g)
120 g di acqua ghiacciata
menta, melissa o basilico a piacere

1) Sbucciate la frutta e tagliatela a fettine. Sistematela su un vassoio e mettete in congelatore per almeno 4-5 ore.
2) Frullate la frutta congelata insieme alle erbe aromatiche e all'acqua ghiacciata, regolando la consistenza dello smoothie in base ai vostri gusti.
Servite immediatamente.
Un bacio, E. <3

lunedì 4 settembre 2017

Confettura di bacche di sambuco

Buongiorno a tutti! ;-)
Ma vi eravate accorti che settembre stava arrivando? Io no!!
Il mese degli inizi (o dei ri-inizi!), delle partenze e dei progetti, dei libri nuovi e delle vecchie abitudini...
Eppure non sono mai riuscita a odiarlo, nemmeno da scolara, perché dopo un'estate di sole e giochi spensierati mi tornava addosso la voglia di rivedere i compagni di banco, sfogliare i libri appena arrivati, scegliere con molta cura diari e quaderni e temperare le matite, fiduciosa che quell'anno sarebbe stato indimenticabile.
Mi sembra di sentirli di nuovo, quel profumo di autunno e quella smania di ricominciare, ma quest'anno settembre sarà diverso: un miracoloso prolungamento di estate da godere fino all'ultima goccia, prima di affrontare un anno particolarmente intenso.
E indovinate cosa faccio per rilassarmi in queste lunghe giornate? Ma cucino, no?? :-P
E ovviamente fotografo, leggo, penso e progetto...
Fra le mille cose che vorrei cucinare, non mancano di certo marmellate e conserve da infilare in valigia, destinate a riscaldare certe mattine grigie e piovose che mi faranno sentire particolarmente la nostalgia di casa.
 La ricetta di oggi è proprio una di queste: una confettura "selvatica" e un po' insolita, preparata con le bacche di sambuco raccolte con mia sorella nel cuore dell'estate, e pazientemente sgranate attorno a un tavolo, tra chiacchiere e racconti, un po' come una volta...
Se avete intenzione di avventurarvi nella raccolta delle bacche di sambuco, fate molta attenzione: nelle nostre campagne sono diffuse due varietà di sambuco, il Sambucus nigra e il Sambucus ebulus, ma solo la prima è commestibile, mentre la seconda è tossica!
In questo interessantissimo post di Claudia trovate tutte le informazioni e le differenze tra le due piante: se osservate bene le foto non avrete nessuna difficoltà a distinguere e raccogliere il sambuco buono in tutta sicurezza!
Comunque, in generale:
- Il sambuco commestibile matura tra luglio e agosto, mentre quello tossico tra agosto e settembre;
- Il primo è un grosso arbusto, che può raggiungere anche gli 8 metri di altezza, mentre il secondo è una pianta erbacea che non supera i 2 metri;
- Il sambuco buono presenta grappoli che pendono verso il basso, invece i grappoli del sambuco tossico sono ben dritti verso l'alto!
In ogni caso ricordate che solo fiori e bacche sono commestibili, queste ultime solo previa cottura e senza esagerare, perché possono avere effetti lassativi. 
Sambucus nigra (commestibile)
Sambucus ebulus (tossico)
(Foto prese dal web)

Se non avete la fortuna di trovare gli ultimi grappoli maturi, potete sostituire le bacche di sambuco con more selvatiche o prugne scure e succose, e ovviamente con tutta la frutta che il vostro giardino o la vostra dispensa vi offrono! ;-)
A questo punto vi lascio alla ricetta e alle ultime giornate d'estate, sperando che possiate fare il pieno di sole, sia nel corpo che... nei vasetti! ;-))

CONFETTURA DI BACCHE DI SAMBUCO, PESCHE E MELE

Ingredienti:

1,2 kg di bacche di sambuco (sgranate)
350 g di pesche gialle (pulite)
400 g di mele golden (pulite)
600 g di zucchero semolato
1 limone grande non trattato
1 cucchiaio di estratto di vaniglia

1) Sgranate le bacche di sambuco, eliminando foglie e rametti. Lavatele e scolatele molto bene.

2) Sbucciate mele e pesche e tagliatele a cubetti. (Se utilizzate frutta biologica o non trattata potete lasciare la buccia).

3) Raccogliete tutta la frutta in una pentola capiente dal fondo spesso, aggiungete la scorza grattugiata e il succo del limone, lo zucchero, la vaniglia e 2 bicchieri d'acqua e mettete sul fuoco.
Lasciate cuocere a fuoco dolce per almeno un'ora, mescolando spesso.
Se non amate i semini del sambuco, potete passare la frutta con il passaverdure non appena diventa morbida e rimettere tutto sul fuoco fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Per verificare se la confettura è pronta, versatene un po' su un piattino freddo. Attendete un minuto e inclinate il piattino: se la confettura scivola lentamente, è ora di spegnere il fuoco.

4) Versate la confettura nei barattoli sterilizzati*, chiudete con coperchi nuovi e capovolgeteli finché non si raffreddano completamente.

NOTE:
*STERILIZZARE I BARATTOLI. 
Io di solito faccio così:
Dopo averli lavati e fatti scolare, dispongo i barattoli aperti su una teglia coperta di carta forno e li sterilizzo in forno a 100° C per 30 minuti.
Dopo averli riempiti, li chiudo con coperchi nuovi e li capovolgo per formare il vuoto. 
Quando si sono raffreddati completamente, li sistemo in una pentola alta e abbastanza capiente mettendo dei canovacci tra un vasetto e l'altro per non farli urtare, riempio con acqua fredda fino a coprire i tappi e li faccio bollire per altri 30 minuti.
Quando i barattoli sono completamente freddi, li estraggo dalla pentola, li etichetto e li ripongo in un luogo buio, fresco e asciutto.


A presto! Un bacio,
E. <3

mercoledì 9 agosto 2017

Insalata di farro con melone bianco, feta e noci


Allora, dov'eravamo rimasti??
Ah, sì, una galette molto estiva e tanti pensieri per la testa... quelli non mancano mai, forse è venuta un po' meno l'energia per realizzarli tutti, ma cosa volete, con queste temperature mi sento più che giustificata! :-P
Per fortuna la ricetta di oggi richiede uno sforzo minimo di presentazione: il caro vecchio farro (compagno di infiniti pranzi "al sacco" e pic nic in spiaggia), una versione un po' più chic e ricercata del melone, la feta (che da sola per me significa già estate) e infine le noci, che lo so, non sono di stagione, ma danno quel quid che arricchisce e completa il tutto.
E un pranzo freschissimo, sfizioso e originale è già in tavola!
Buone vacanze a tutti e a prestissimo, speriamo con un po' più di energia!! (e qualche grado in meno...) ;-)

INSALATA DI FARRO CON MELONE BIANCO, FETA E NOCI

Ingredienti per 2:

120 g di farro perlato 
200 g di melone bianco (peso senza buccia)
160 g di feta
20 g di gherigli di noci
sale, pepe, olio evo e menta fresca 

1) Cuocete il farro in abbondante acqua bollente salata per circa 20-25 minuti. Scolatelo, irroratelo con un filo d'olio evo e lasciate raffreddare.

2) Sbucciate il melone e tagliatelo a cubetti. Tagliate anche la feta a cubetti e spezzettate le noci grossolanamente.
3) In una ciotola riunite il farro, il melone, la feta, le noci e la menta spezzettata.
Mescolate bene e lasciate riposare in frigo una decina di minuti prima di servire, completando con altro olio evo a piacere e pepe macinato al momento.


E. <3

martedì 25 luglio 2017

Galette di pesche saturnine, mandorle e mirtilli

È ufficialmente iniziata la mia estate, finalmente!! :-P
Mi sembra incredibile essere a casa, in vacanza, finalmente padrona del mio tempo... e non crediate che io sia tipa da starmene tutto il giorno rilassata sul divano, con un buon libro fra le mani! 
Anzi...ho già in testa millemila progetti e desideri (di cui buona parte culinari ;-) ), così tanti che non basterebbero tre estati a realizzarli tutti, ma spero di raccontarvi presto qualcosina qui sul blog.
Purtroppo però, con attrezzatura fotografica, props e ingredienti vari "divisi" tra due case a quasi 200 km di distanza l'una dall'altra, riuscire a fare tutto quello che vorrei è un po' complicato - esempio: mai che abbia quel piattino di quel colore o quell'alzatina nel luogo giusto...
Intanto, per farmi perdonare vi offro la ricetta di una galette preparata qualche tempo fa, sulla falsa riga di quella famosissima con fragole e aceto balsamico della Mari (che è una vera delizia, e parlo per esperienza!).
Sostituendo il burro con l'olio di cocco, sono riuscita a renderla vegana (ma NON meno calorica, attenzione! Pur essendo di origine vegetale, l'olio di cocco contiene soprattutto grassi saturi, paragonabili a quelli del burro dal punto di vista nutrizionale). 
Unica pecca è la difficoltà di lavorazione: l'olio di cocco non lega bene quanto il burro e la brisé cercherà in tutti i modi di farvi impazzire, ma vi assicuro che con moolta pazienza e aiutandovi con pochissima acqua uscirà fuori un dolcino spettacolare ;-) 
Ciò non toglie che, se siete di fretta o non siete nello stato d'animo giusto per un esercizio zen come questo, basterà sostituire l'olio di cocco con la dose indicata di burro e infornerete lo stesso una classica, rassicurante e profumata galette di pesche!
E voi, che progetti avete per la vostra estate? ;-)

GALETTE DI PESCHE SATURNINE, MANDORLE E MIRTILLI

Ingredienti per 1 piccola galette:
100 g di farina di kamut
30 g di farina di amaranto
50 g di farina integrale
1 cucchiaio di zucchero a velo
60 g di olio di cocco fuso (oppure 80 g di burro freddo)
3-4 cucchiai di acqua ghiacciata
1 pizzico di sale

250 g di pesche bianche saturnine (circa 3)
150 g di mirtilli surgelati
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

40 g di mandorle con la pelle

1) Sbucciate le pesche, tagliatele a fettine e mettetele in una ciotola con il miele e la vaniglia.
Tritate le mandorle al coltello piuttosto grossolanamente e mettetele da parte.

2) Sul piano da lavoro fate una fontana con le farine, il sale e lo zucchero a velo. Versate al centro l'olio di cocco e iniziate a impastare con una forchetta. 
Aggiungete anche l'acqua poco per volta e finite di impastare, formando una palla più omogenea possibile.
Lasciate riposare la base della galette a temperatura ambiente, coperta con pellicola, per almeno un'ora.

3) Stendete con molta pazienza la pasta brisé tra due fogli di carta forno, cercando di compattare tutte le bricioline.
Formate un disco spesso 3/4 mm.

4) Cospargete la brisé con le mandorle tritate, lasciandone da parte una manciata. Fate attenzione a lasciare un bordo di almeno 4 cm per chiudere la galette.
Sistemate sopra le pesche e i mirtilli, quindi chiudete la galette ripiegando i bordi verso il centro.

5) Infornate in forno già caldo a 180°C per 30-35 minuti: la pasta brisé deve diventare colorita e croccante.

6) Sfornate e cospargete con le mandorle tenute da parte prima di servire la galette: è buonissima sia calda che fredda!

E. <3

mercoledì 5 luglio 2017

Insalata di grano saraceno, primosale e ciliegie caramellate al balsamico

Ultimamente mi sto rendendo conto di quanto tempo spendo a immaginare come vorrei essere (come blogger ma anche nella vita), credendo ingenuamente che la mia vita sarà perfetta solo quando, con le mie sole forze, riuscirò a diventare la donna che ho in mente. 
È facile arrendersi al mondo fiabesco dei social, ormai diventati vetrine di vite perfette quanto fasulle, da invidiare e imitare allo stesso tempo. 
Non posso negare che io stessa, con la scusa di guardare per imparare, ne faccio un uso spropositato, e mi rendo conto che a volte è più semplice accontentarsi dell'immagine di sé che ci si costruisce, piuttosto che rincorrere ogni giorno ciò che realmente ci rispecchia e ci rende felici.
È vero, i social sono un po' il biglietto da visita di un blog, permettono di raggiungere un pubblico più ampio e soprattutto sono una fonte inesauribile di idee... ma vi confesso che se potessi ne farei molto volentieri a meno, tanto più perché il tempo "libero" a mia disposizione scarseggia ;-)
Insomma, tutto questo sproloquio per dirvi che il mio buon proposito per l'estate (perché i buoni propositi si fanno tutto l'anno, no? ;-) sarà di provare a utilizzare meglio il mio tempo "social", ma soprattutto di smettere di paragonarmi a dei "modelli di perfezione" per dedicarmi, con passione e non senza fatica, a ciò che davvero mi fa crescere... 

So che ho già chiacchierato abbastanza, ma non posso non spendere due paroline su questa insalata ;-)
Appartiene ovviamente al filone del "più difficile a dirsi che a farsi", che nella vita universitaria, e più che mai nella sessione estiva, va per la maggiore! 
Un pacchettino di grano saraceno acquistato per curiosità (e di cui mi sono perdutamente innamorata!), una manciata di ciliegie avanzate da una torta, e l'insalatina salva-cena che non manca mai in frigo: questo piatto è nato così, e così ve lo regalo, sperando che possa salvare qualche altro pranzo oltre al mio!! ;-)

INSALATA DI GRANO SARACENO, PRIMOSALE E CILIEGIE CARAMELLATE AL BALSAMICO

Ingredienti per 2:
120 g di grano saraceno
100 g di primosale
70 g di ciliegie (10-14 ciliegie)
insalatina mista
una manciata di mandorle con la pelle
2 cucchiaini di zucchero di canna
2 cucchiai di aceto balsamico
sale, olio evo e aceto balsamico q.b. per finire

1) Cuocete il grano saraceno in acqua salata per circa 16 minuti, senza farlo spappolare.
Scolatelo, passatelo sotto l'acqua fredda e lasciatelo raffreddare.

2) Lavate, asciugate e tagliate a metà le ciliegie, privandole del nocciolo.

3) In un tegame ponete l'aceto con lo zucchero, lasciatelo sciogliere a fuoco basso, poi aggiungete le ciliegie e fatele caramellare per 5 minuti circa, mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno.

4) Nel frattempo riscaldate una padellina, adagiate il primosale e lasciatelo scaldare un paio di minuti per lato, deve sciogliersi leggermente.
Quindi tagliatelo a cubetti.

5) Componete un letto di insalatina, aggiungete il grano saraceno,  il primosale e le ciliegie con il loro sciroppo
Completate con sale, olio e altro aceto balsamico a piacere.

NOTE:
- Per un tocco di croccantezza in più, potete aggiungere una manciata di mandorle tostate e tritate grossolanamente.
- Se amate i sapori più "forti", provate a sostituire il primosale con la scamorza affumicata, la feta o del formaggio caprino.